Curcuma-Dott.ssa Elisabetta Incorvaia Biologa Nutrizionista a Nerviano

Curcuma

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Conosciuta comunemente con il nome Zafferano d’India, la curcuma è invece originaria della Cina ed è una pianta che può raggiungere l’altezza di circa mezzo metro, caratterizzata da foglie larghe, fiori gialli ed una radice color arancione.

Il principio attivo della curcuma è la curcumina, il pigmento che conferisce al curry il caratteristico colore giallo e che sembrerebbe possedere molteplici attività.

La curcuma è da molti secoli utilizzata nella medicina tradizionale indiana per trattare diversi disturbi come artrite, infezioni della cute, flatulenza e dissenteria. La curcumina è stata isolata per la prima volta nel 1815 e già all’inizio del secolo scorso veniva utilizzata per la cura delle malattie biliari, come antibatterico e per ridurre i livelli di glucosio nel sangue.

Negli ultimi 10 anni il mondo della ricerca scientifica si è sempre più interessato alle proprietà di questa spezia, che si è rivelata anche un efficace antiossidante, antitumorale, antivirale ed antinfiammatorio.

curcuma2Studi in vitro, in particolare, hanno dimostrato la capacità della curcumina di inibire enzimi coinvolti nel processo infiammatorio e di inibire le citochine pro-infiammatorie, ossia molecole che richiamano altri mediatori in grado di alimentare ed estendere l’infiammazione. Nei soggetti obesi esiste uno stato di infiammazione metabolica cronica a basso grado che è strettamente correlato con il peso in eccesso; in questo meccanismo la curcumina agisce come anti-infiammatorio ripristinando i meccanismo di auto-regolazione del peso. Va tuttavia sottolineato che nessun integratore di curcuma, se non associato ad una corretta alimentazione e ad un’attività fisica costante, può miracolosamente indurre una corretta riduzione di peso.

Sempre in vitro, la curcumina si è dimostrata avere un’efficace azione antitumorale: da un lato è in grado di ridurre l’angiogenesi delle cellule endoteliali umane, contrastando quindi  la crescita di nuovi vasi nel tumore, dall’altro è in grado di incrementare l’espressione di p53 - il più potente soppressore tumorale, favorendo la sua azione di apoptosi, ossia di induzione della morte programmata delle cellule tumorali (Liu W. 2017). Esistono tuttavia studi contrastanti per cui la curcumina sembrerebbe avere un’azione favorevole o sfavorevole la crescita del tumore a seconda della sede e della tipologia di tumore. Inoltre nessun risultato è ancora stato validato sull’uomo, per cui ulteriori studi sono necessari.

L’azione antiossidante della curcumina è stata osservata in concomitanza con l’utilizzo di piperina: in casi di pancreatite è stata in grado di ridurre il livello di perossidazione lipidica, un’attività mediata dai radicali liberi a danno dei lipidi delle membrane plasmatiche.

Tuttavia la curcumina, assunta con i cibi, ha una biodisponibilità molto bassa, ciò significa che solo una piccolissima percentuale del principio attivo viene assorbito e distribuito nell’organismo. È stato dimostrato che incapsulata in particelle lipidiche o (più recentemente) in nanoparticelle la curcumina venga assorbita molto meglio. In queste formulazioni la curcuma ha un vero e proprio potere anti-infiammatorio, di protezione della parete gastrointestinale e soprattutto aumenta l’elasticità delle articolazioni.

La Piperina, principio attivo del pepe nero, determina un incremento di circa venti volte dell’assorbimento della curcumina, se in somministrata in un rapporto 100:1; perciò la loro azione è spesso combinata per potenziane gli effetti.

La curcuma, come altre spezie, stimola la secrezione biliare ed il flusso biliare nell’intestino. È quindi controindicata in presenza di ostruzione biliare e calcolosi della colecisti.

Elisabetta Incorvaia - 8.11.18