Etichette Alimentari Dott.ssa Elisabetta Incorvaia - Biologa Nutrizionista a Nerviano-Dott.ssa Elisabetta Incorvaia Biologa Nutrizionista a Nerviano

Etichette Alimentari

GUIDA ALLA LETTURA DELLE ETICHETTE ALIMENTARI
 
Imparare a leggere le etichette degli alimenti è molto importante in quanto ci consente di effettuare una scelta alimentare sana, consapevole e basata sulla qualità, per questo la spesa non deve essere mai fatta in maniera frettolosa, ma bisogna trovare del tempo da dedicare a questa attività.
 
Quali sono le indicazioni obbligatorie ad oggi, Maggio 2018?
1) Nome dell’alimento, che include anche il trattamento che ha subito (ad esempio «in polvere», «decongelato»,  «surgelato», «concentrato», «affumicato»).
allergie2) Elenco degli ingredienti, che include tutte le sostanze impiegate nel processo produttivo, elencati in ordine decrescente. Tra gli ingredienti gli allergeni devono essere scritti con un carattere risaltante. Gli allergeni devono essere specificati singolarmente (non è a norma la dicitura frutta a guscio, ma la dicitura mandorle, nocciole, noci..; non è a norma la dicitura contiene glutine, ma la dicitura che indichi i singoli cereali poiché ognuno di essi può portare allergia).
In questo grafico sono riportati i 10 allergeni principali e la loro frequenza: nei bambini (barre blu) l'allergia più diffusa è quella agli arachidi, seguida da quella alle proteine di latte e uova, mentre negli adulti (barre rosse) è più frequente l'allergia al grano. 


3) Durabilità del prodotto: può essere indicata in 2 modi:etichette-dei-prodotti-alimentari
-data di scadenza per i prodotti molto deperibili (“Da consumare entro”), che non possono essere consumati oltre la scadenza perché possono arrecare danni alla salute
- termine minimo di conservazione (TMC) per gli alimenti che possono essere conservati più a lungo (“Da consumarsi preferibilmente entro”). Il prodotto che supera la TMC potrà presentare modifiche organolettiche, nel colore e nel sapore, che non sono dannose per la salute e potrà quindi essere consumato.  
4) Condizioni di conservazione ed uso: indicazioni per conservare il prodotto in modo adeguato dopo l’apertura della confezione.
5) Paese d’origine e luogo di provenienza: è obbligatoria per carni bovine, suine, ovine, caprine e avicole, pesce, frutta e verdura, miele e olio extravergine d’oliva.
6) Dichiarazione nutrizionale: comprende 7 diciture -  energia, grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. E’ facoltativo indicare: grassi monoinsaturi, grassi polinsaturi, polioli, amido e fibre. La dichiarazione nutrizionale è riferita a 100 g dell’alimento, oppure alla singola porzione (decisa dai produttori) ed è anche espressa come percentuale in riferimento al fabbisogno giornaliero medio. Per confrontare due alimenti è opportuno confrontare i valori sullo stesso peso (100 g) e non sulle porzioni che possono variare.
 
7)L’etichetta dell’alimento può inoltre contenere i claims, ossia indicazioni nutrizionali oppure sulla salute, disciplinate dal Regolamento (CE) 1924/2006.
I claims nutrizionali sono le diciture: SENZA, a BASSO contenuto di, a RIDOTTO contenuto di, RICCO di, LIGHT, ecc. Per ogni categoria di alimento esistono specifiche regole, ad esempio un prodotto si può definire LIGHT se il valore energetico è ridotto del 30%, oppure ad ALTO contenuto di fibre se il prodotto contiene almeno 6 g di fibre per 100 g, oppure a BASSO contenuto di zuccheri se il prodotto contiene meno di 5 g di zuccheri per 100 g.
I claims sulla salute suggeriscono invece l’esistenza di un beneficio derivante dall’assunzione dell’alimento, ad esempio “contiene calcio, necessario per il mantenimento di ossa normali”. Accanto a questi claims devono essere riportati la quantità e la modalità di consumo per ottenere il beneficio indicato e deve essere sottolineata l’importanza di una dieta varia ed equilibrata, per evitare l’abuso di alcuni prodotti a scapito di altri.
Purtroppo queste diciture tendono spesso a creare auree di salubrità e benessere quasi magico, esaltano solo una particolare caratteristica o incoraggiano il consumo eccessivo del prodotto. Ad esempio i biscotti Digestive McVitie’s esaltano la fonte di fibre, ma contengono troppo sale, grassi e grassi saturi; oppure gli yogurt Danone esaltano il contenuto di calcio, ma contengono il 20% di zuccheri semplici.
Il mio consiglio è quindi quello di non limitarsi ad osservare i claims ma guardare l’etichetta nutrizionale riferita a 100 g di prodotto e confrontarla ad altri prodotti della stessa gamma, preferendo gli alimenti con un ridotto contenuto di zuccheri e un ridotto contenuto di grassi saturi.
 
Elisabetta Incorvaia - 26.05.18
Fonte per chi vuole approfondire: Ministero della Salute – Etichettatura degli alimenti.